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Come la chirurgia robotica può migliorare i risultati per i pazienti

Innovazione e Tecnologie • 08 luglio 2026

Prima valutazione dei risultati dei pazienti operati a Villa Igea dal Gruppo Caldora con i robot MAKO e ROSA 

Nella chirurgia ortopedica, la precisione è vita, funzione, movimento e benessere. In questo contesto si inserisce la chirurgia robotica articolare, che consente un posizionamento più accurato della protesi nelle tre dimensioni dello spazio, un dato oggi consolidato da cui conseguono un migliore bilanciamento legamentoso e una migliore cinematica articolare

Una protesi meglio posizionata favorisce un recupero articolare più rapido, una funzione migliore e una maggiore durata della protesi stessa.

La chirurgia manuale tradizionale ha servito bene i pazienti per decenni. La chirurgia assistita dal robot offre oggi l’opportunità di fare qualcosa di straordinario: ottenere risultati migliori attraverso una maggiore precisione e un maggiore controllo, riducendo l’evenienza dell’errore umano.

Su un punto siamo tutti sicuramente d’accordo: in chirurgia l’obiettivo è sempre quello di migliorare i risultati per il paziente. Si desiderano meno complicanze, tempi di recupero più rapidi e pazienti maggiormente soddisfatti.

La chirurgia robotica non sostituisce le competenze del chirurgo, ma le potenzia: analizza ed evidenzia ogni parametro a livello del millimetro e del grado, con una precisione non percepibile a occhio nudo. Consente così al chirurgo, che deve essere esperto di chirurgia robotica, di operare con maggiore precisione e sicurezza.

È per questo che Ospedali Privati Forlì ha creduto e investito nella chirurgia robotica ortopedica: per migliorare i risultati dei nostri pazienti.

A questo scopo, a inizio ottobre 2024, OPF ha avviato una collaborazione con il Dott. Patrizio Caldora e la sua équipe, con l’obiettivo di istituire e sviluppare un centro di robotica ortopedica presso Villa Igea.

La scelta del Dott. Caldora come Direttore scientifico del progetto robotico di OPF, si basa sulla sua esperienza di oltre dodici anni in questo settore. Il Gruppo Caldora è composto da chirurghi ortopedici e anestesisti esperti in ortopedia, che collaborano stabilmente da oltre cinque anni.

 Analizziamo ora i primi risultati

Abbiamo estratto dai file chirurgici di Villa Igea tutti i casi di pazienti operati dal Gruppo Caldora con protesi d’anca e di ginocchio mediante assistenza robotica, considerando un follow-up minimo di sei mesi e gli interventi eseguiti fino al 31 dicembre 2025.

I robot utilizzati sono MAKO e ROSA, tra i sistemi maggiormente utilizzati a livello mondiale.

Le tipologie di protesi considerate sono:

  • protesi totale d’anca;
  • protesi totale di ginocchio;
  • protesi parziale di ginocchio.

Tutti i pazienti sono stati operati in anestesia periferica con sedazione superficiale, associata a un blocco antalgico postoperatorio.

Per la prevenzione delle infezioni e delle tromboembolie sono stati adottati e aggiornati i protocolli validati dalle nostre società scientifiche nazionali e internazionali.

Proprio perché operati con assistenza robotica, tutti i pazienti hanno seguito un protocollo di recupero rapido postoperatorio, il cosiddetto fast-track, con il supporto di fisioterapisti dedicati ed esperti del settore presenti a Villa Igea.

Nel periodo postoperatorio, tutti i pazienti sono stati seguiti da un internista e da un fisiatra per dodici ore al giorno, con la presenza del medico di guardia durante la notte.

La degenza media è stata di quattro giorni. Al momento della dimissione, tutti i pazienti avevano raggiunto un livello di autonomia tale da consentire loro di viaggiare con i comuni mezzi di trasporto.

Il campione analizzato 

Periodo: da ottobre 2024 a dicembre 2025
Numero complessivo di pazienti: 368
Protesi d’anca: 169
Protesi di ginocchio: 199 

I parametri che abbiamo considerato

I parametri che abbiamo considerato riguardano principalmente la sicurezza della procedura e, in particolare, le possibili complicanze perioperatorie, distinte in complicanze intraoperatorie e complicanze insorte durante il ricovero. Queste ultime si differenziano a loro volta in sistemiche e locali.

Complicanze intraoperatorie: nessuna.

Complicanze postoperatorie durante il ricovero: nessuna.

Nel follow-up minimo di sei mesi sono stati osservati:

  • una frattura periprotesica traumatica del femore, avvenuta a un mese dall’intervento, sottoposta a reintervento e guarita;
  • un’infezione periprotesica precoce di protesi d’anca, pari a 1 caso su 169, corrispondente allo 0,6%, sottoposta a lavaggio chirurgico mediante procedura DAIR, senza reinfezione a un anno di follow-up;
  • una lussazione tardiva di protesi d’anca, avvenuta a 18 mesi dall’intervento, pari a 1 caso su 169, corrispondente allo 0,6%, sottoposta a riduzione incruenta e senza recidiva nei dieci mesi successivi alla lussazione.

I risultati funzionali sono soddisfacenti e di rilievo, con un indice di soddisfazione dei pazienti, rilevato attraverso la scala Likert, pari al 95%.

Realizzato in collaborazione con il Dottor Patrizio Caldora
Specialista in Ortopedia e Traumatologia

Clicca QUI per prenotare una visita con il dr.Caldora

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