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Terapia strumentale e manuale, l’efficacia di un percorso integrato

26 febbraio 2021

In fisioterapia si usa distinguere tra trattamenti manuali, praticati da uno specialista qualificato senza alcuno strumento, e terapie strumentali, effettuate invece con l’ausilio di mezzi fisici come luce, calore, onde elettromagnetiche ecc. La strada da seguire per ottenere un buon recupero funzionale, non è necessariamente una sola, anzi come vedremo, i risultati migliori si ottengono spesso con un’integrazione delle due.

 

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Perché è efficace un approccio integrato? Innanzitutto perché le due tipologie di terapia hanno obiettivi diversi: i trattamenti manuali sono infatti particolarmente efficaci in caso di patologie acute, subacute, croniche e in genere tutte quelle “da usura”, sulle quali intervengono normalizzando la mobilità articolare, sia vertebrale sia periferica, e ripristinando la fisiologia dinamica dei nervi e del sistema nervoso.

Le terapie strumentali, invece, ti potranno essere di particolare aiuto per l’attenuazione e la risoluzione del dolore e, quindi, nella fase acuta della patologia: il loro compito è infatti quello, attraverso mezzi fisici, di intervenire sull’apparato muscolo-scheletrico per alleviare stati infiammatori, senza gli effetti collaterali che tipicamente accompagnano l’azione dei farmaci.

In ogni caso, sarà lo specialista (lo stesso fisioterapista, oppure un fisiatra o un ortopedico) a consigliarti il percorso migliore, dopo un’attenta diagnosi della tua situazione: quando il tuo programma sarà definito, occorrerà scegliere una struttura nella quale effettuarlo. È importante quindi che la scelta ricada su una struttura in cui si effettuano differenti tipologie di terapie, affinché l’intero programma possa svolgersi sotto la guida di uno staff che, coordinandosi, prenda in carico il tuo percorso dall’inizio alla fine.

Presso Ospedali Privati Forlì e le sue strutture, tutte certificate ISO 9001, insieme ad ambienti dedicati e attrezzati è disponibile un’équipe qualificata, dalle competenze estremamente verticali: tra queste, figurano ovviamente le principali tecniche di terapie manuali e strumentali. Vediamole nel dettaglio.

 

Terapie manuali

Lo staff di fisioterapia di Ospedali Privati Forlì è in grado di intervenire con trattamenti che seguono specifiche metodologie, come Maitland e McKenzie, che prendono il nome dal loro ideatore; ma anche neurodinamica e trattamento dei trigger point.

Non mancano inoltre specialisti di osteopatia, pratica che si prefigge di ripristinare la mobilità di quelle parti del corpo che l’hanno persa per traumi o altre cause, individuando la causa scatenante del problema e agendo in maniera puntuale: in questo senso, sono disponibili trattamenti osteopatici, ma anche terapie posturali osteopatiche, che si basano cioè sia sul recupero completo di particolarità e mobilità tissutale, tipico dell’osteopatia, sia sulla ricerca eziologica degli scompensi posturali, derivata dalla posturologia.

Allo stesso modo, nelle strutture di Ospedali Privati Forlì è possibile effettuare terapie specifiche come:

  • Massoterapia: massaggio decontratturante adatto a rilasciare i tessuti molli e le tensioni;
  • Linfodrenaggio, massaggio drenante (metodo Leduc e Vodder) e bendaggio funzionale: tecniche manuali per coadiuvare il fisiologico funzionamento del sistema linfatico, riducendo l’accumulo di liquido nello spazio interstiziale, e indicate, tra le altre cose, per il trattamento di edemi post traumatici, come distorsioni della caviglia, post-immobilizzazione in gesso, ecc.;
  • Kinesiterapia, rieducazione motoria e neuromotoria, riabilitazione funzionale: indicate per patologie acute, subacute e croniche, sia di tipo ortopedico (traumi, pre- e post-intervento chirurgico) sia neurologico (patologie centrali e periferiche);
  • Idrokinesiterapia, ovvero rieducazione in acqua: consente di eseguire esercizi di mobilizzazione e rinforzo con minor dolore, grazie alle proprietà dell’acqua, e quindi di ottenere un migliore recupero in situazioni post-traumatiche e a seguito di interventi chirurgici;
  • Manipolazione fasciale: il tessuto fasciale, essendo ricco di recettori, è spesso il responsabile del dolore avvertito. La manipolazione mira al ripristino del fisiologico equilibrio tensionale del sistema fasciale sviluppando attrito e calore profondo su una precisa combinazione di punti. Tra i principali disturbi trattati con questa metodica figurano tendinopatie, lesioni muscolari, traumi sportivi e distorsioni;
  • Metodo cranio-sacrale: è una terapia manuale basata sulla normalizzazione della produzione e del riassorbimento del liquido cefalo-rachideeo. Il metodo cranio-sacrale viene utilizzato per trattare un’ampia gamma di problematiche, dalle difficoltà respiratorie ai problemi intestinali;
  • Taping kinesiologico: metodica che accompagna trattamenti riabilitativi sostenendo il processo di guarigione attraverso l’applicazione di particolari “cerotti” adesivi (tape colorati in fibra di cotone), secondo precise tecniche;
  • Rieducazione posturale globale: metodica riabilitativa delle patologie che colpiscono l’apparato locomotore, con l’obiettivo di raggiungere un equilibrio funzionale precedentemente compromesso. Il lavoro si sviluppa attraverso l’allungamento o il rilasciamento tonico delle catene muscolari ipertoniche responsabili del controllo posturale. È particolarmente indicata per trattare dimorfismi o alterazioni posturali (scoliosi, iperlordosi, ipercifosi) e le patologie della colonna vertebrale.

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Terapie strumentali

Nonostante il ricorso a strumenti o mezzi fisici, la loro buona riuscita dipende comunque in gran parte dalle capacità dello specialista. Lo staff di Ospedali Privati Forlì è specificatamente preparato per effettuare:

  • TENS: elettroterapia antalgica indicata per numerose patologie, come dolori radicolari (rachialgie, sciatalgie e cruralgie), nevralgie, artrite reumatoide, artralgie e mialgie localizzate post-trauma;
  • Tecar: terapia fisica che, impiegando un campo elettromagnetico, stimola i tessuti in profondità riattivando i naturali processi riparativi e metabolici tessutali sfruttando il fenomeno dell’incremento della temperatura interna dei tessuti. Gli ambiti di applicazione vanno dalle rigidità croniche alle infiammazioni in fase acuta, sia articolari sia muscolari e tendinee;
  • Elettrostimolazione: tecnica che, mediante l’utilizzo di impulsi che agiscono sui punti motori dei muscoli (motoneuroni), provoca una contrazione muscolare del tutto simile a quella volontaria;
  • Ultrasuoni: sono vibrazioni acustiche ad alta frequenza non percepibili dall’orecchio umano. L’irradiazione ultrasonica genera un micro-massaggio di notevole intensità agendo in profondità nei tessuti. Ha un effetto antalgico e trofico, un’azione fibrotica e contribuisce al rilassamento dei muscoli contratti;
  • Magnetoterapia: si utilizzano gli impulsi elettromagnetici a varia frequenza per la cura degli stati infiammatori di patologie ossee. La magnetoterapia riduce il dolore, stimola l’assimilazione del calcio ed è usata con successo nella cura di problematiche come osteoporosi, lesioni da decubito, ritardi di cicatrizzazione (diabete), morbo di Sudeck e stati degenerativi;
  • Ionoforesi: metodica che utilizza corrente continua per veicolare all’interno dei tessuti biologici gli ioni attivi di un farmaco disciolti in una soluzione acquosa. È indicata per strutture non profonde e risulta particolarmente efficace nelle patologie di gomito, polso, mano, ginocchio e lombosacrali;
  • Biofeedback: terapia che utilizza un ritorno visivo o uditivo che aiuta il paziente a capire quando si attiva o rilassa un determinato gruppo muscolare. Può essere associata ad elettrostimolazione. Viene particolarmente utilizzata nella rieducazione pelvica per normalizzare il tono muscolare e nella rieducazione funzionale degli altri distretti corporei;
  • Laser-terapia Yag: è la forma di fisioterapia che fa ricorso ad un particolare tipo di radiazioni luminose per attivare, mediante biostimolazione, le difese naturali del corpo attraverso gli effetti prodotti dall’energia elettromagnetica generata da due sorgenti di luce laser, portando ad una riattivazione e stimolazione del metabolismo delle cellule con effetto analgesico, antinfiammatorio, linfodrenante e biostimolante. Viene utilizzata pertanto su moltissime patologie a base infiammatoria e degenerativa, acute e croniche, traumatiche, reumatiche e degenerative;
  • Onde d’urto: sono onde acutissime ad alta energia, impulsi pressori che generano forza meccanica diretta con l’obiettivo principale di trasferire energia sui tessuti corporei per stimolarne i processi riparativi. È un trattamento particolarmente efficace nelle patologie del piede, nelle tenosinoviti dei flessori delle dita delle mani, nelle rizoartrosi trapezio-metacarpali e come terapia d’attacco nelle “spalle congelate” e in tutte le tendinopatie calcificate. 

A queste si aggiunge l’ossigeno-ozono terapia: sicura e poco invasiva, è una terapia praticata da medici (fisiatri) e basata sulla somministrazione di una miscela gassosa originata dalla combinazione di ossigeno e ozono. Questa miscela è in grado di aumentare l’ossigenazione dei tessuti determinando un potente effetto antiossidante; presenta spiccati effetti analgesici e antinfiammatori (oltre che miorilassanti), di vasodilatazione e riassorbimento dell’edema. Per questo, viene utilizzata per il trattamento di ernie discali cervicali e lombari, cervicalgia e lombalgia, tendinopatia della spalla (cuffia dei rotatori), del gomito (epicondiliti, epitrocleiti), della mano (tendinite di Dequervain o altre tendinopatie) e del piede (fascite plantare o altre tendinopatie). È spesso consigliata insieme ad una terapia strumentale come la laserterapia o la tekarterapia.

 

In sintesi

Le terapie strumentali sono valide soluzioni per attenuare il dolore, non presentando controindicazioni e risultando anzi non invasive e ben tollerabili da tutti; tuttavia, per una risoluzione completa del problema e per evitare che una volta passato il dolore il problema possa comunque ripresentarsi, è comunque importante riacquisire la corretta funzionalità e la piena mobilità nell’ambito di un programma personalizzato di rieducazione o fisioterapia, che ti accompagni ai movimenti corretti ed al controllo della mobilità della zona interessata.

In questo senso, non si può prescindere dalle terapie cosiddette manuali, così come dalle indicazioni del fisioterapista, che includeranno esercizi o attività (es. stretching e rinforzo mirato) da effettuare anche autonomamente a casa, così come consigli ad esempio sui corretti movimenti e posture da tenere nel quotidiano, o sugli accessori (es. calzature) più indicati.

Solo integrando terapie contro il dolore, riabilitazione e consigli per il mantenimento e la prevenzione, il tuo percorso di recupero potrà dirsi veramente completo, consentendoti di tornare all’attività fisica: non senza rischi, ma piuttosto, con la piena consapevolezza degli eventuali, immancabili rischi.

 

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